Il 73% dei consumatori che già utilizza sistemi come smartwatch, cuffiette wireless, ecc. si dichiara interessato all’acquisto di occhiali dotati di intelligenza artificiale. Il 65% è già pronto a utilizzare l’AI come assistente personale per organizzare agenda, viaggi e attività quotidiane. E il 60% è convinto che, nel prossimo futuro, l’intelligenza artificiale aiuterà in modo significativo a vivere e lavorare meglio.
Sono dati che arrivano da una recente ricerca internazionale condotta da EssilorLuxottica in 21 Paesi. “Ma, soprattutto, sono numeri che parlano direttamente al settore ottico. Non si tratta più di osservare un fenomeno emergente: il cambiamento è già in atto”, ha dichiarato Alessandra Barzaghi, Marketing Director Lenses di EssilorLuxottica Wholesale Italia, lo scorso 23 febbraio durante la prima tappa del tour Transitions® dedicato al lancio delle lenti intelligenti Color Touch™ .
Da smart a AI Glasses: un cambio di paradigma
Fino a ieri si parlava di smart glasses. Oggi il linguaggio si è evoluto: si parla di AI Glasses. Non più semplici dispositivi connessi, ma strumenti intelligenti, capaci di tradurre in tempo reale, fornire informazioni contestuali, supportare la comunicazione, scattare fotografie e registrare video in alta risoluzione, lasciando le mani libere.
Il concetto chiave è “always on”. Un accessorio che accompagna l’utente lungo tutta la giornata, dal lavoro al tempo libero, integrandosi nella quotidianità.
In questo scenario si inseriscono Ray-Ban e Oakley. I due brand, che hanno contribuito ad ampliare il raggio d’azione della categoria, intercettando pubblici differenti, dal fashion allo sport performance, da questa primavera saranno disponibili anche in versione ottica.
Con questa novità, l’occhiale conferma il suo ruolo negli wearable evoluti, ma con un vantaggio competitivo evidente rispetto ad altri dispositivi: è già parte dell’identità personale.
Penetrazione e potenziale: l’Europa è pronta
Se negli Stati Uniti il segmento wearable all’interno dell’eyewear ha già raggiunto il 28%, in Europa si attesta intorno all’8%. Un divario che, letto strategicamente, racconta un’enorme opportunità.
Il Nord Europa supera il 30% di penetrazione, mentre il Sud Europa rallenta la media complessiva. Tradotto: il mercato europeo deve ancora esprimere tutto il suo potenziale.
Come spesso accade nel tech, le curve di adozione mostrano una fase iniziale graduale seguita da un’accelerazione improvvisa. Secondo gli analisti, gli AI Glasses si trovano esattamente in quel punto di svolta.
Per il centro ottico, la domanda non è “se” accadrà. È “quando” e, soprattutto, “con quale posizionamento”.
Una nuova categoria, nuovi pubblici
Gli AI Glasses non rappresentano semplicemente un’estensione dell’offerta. Sono una nuova categoria di prodotto che può ampliare il perimetro del punto vendita e attrarre target differenti:
- lifestyle e social, sensibili a design, intrattenimento e condivisione;
- professionisti che utilizzano l’AI come strumento di produttività quotidiana;
- sportivi interessati a registrazione e analisi delle performance.
Non cercano soltanto un occhiale correttivo. Cercano performance, esperienza, identità.
Il centro ottico può diventare il luogo in cui tecnologia e visione si integrano in un racconto evoluto: l’occhiale come super accessorio high-tech e high-style.
In un mondo “always on”, anche la lente deve esserlo
In un dispositivo che accompagna l’utente per tutta la giornata, la lente assume un ruolo ancora più centrale. Transitions® risponde a questa esigenza con tecnologie capaci di adattarsi automaticamente alle diverse condizioni di luce, garantendo comfort e continuità d’uso tra indoor e outdoor.
L’evoluzione più recente, la collezione Transitions® Color Touch™, introduce una dimensione cromatica più espressiva, allineata alla crescente domanda di personalizzazione e self-expression. Cinque nuovi colori ispirati dalle Transitions® Gen S™ – ruby, zaffiro, smeraldo, ametista e ambra – in due effetti – sfumato e uniforme – segnano un nuovo capitolo, offrendo ai portatori nuove sfumature sempre attive. “Perché se l’occhiale diventa uno strumento identitario, anche la luce diventa parte del linguaggio estetico”, afferma Antonio Gadaleta, Group Brand Manager EssilorLuxottica di EssilorLuxottica. Gadaleta sottolinea inoltre come il color matching e il color blending sono strumenti creativi per rigiocare con le montature e costruire combinazioni uniche.
Ridurre tutto a una lista di trend sarebbe limitante. Siamo di fronte a un cambiamento culturale più profondo, che si manifesta in almeno cinque direzioni chiave:
- Comfort come nuovo lusso
In un mondo veloce e complesso, il vero lusso non è più ostentare, ma stare bene. Il comfort visivo e funzionale diventa valore primario. - Identità personale
Non è più il brand a definire lo stile: è il consumatore a costruire la propria identità. Il centro ottico è chiamato a intercettare e valorizzare questa unicità. - Wellness come requisito
Vedere bene e vedersi bene non sono optional. Il benessere non è un premio occasionale, ma una condizione di base. - Significato oltre il prezzo
Il mercato si polarizza tra prezzo e valore. Il valore nasce dal significato e dall’esperienza. Un prodotto che “significa” qualcosa per il cliente acquisisce un peso diverso nella decisione d’acquisto. - Self-expression
L’occhiale è uno strumento di narrazione personale. Colore, design, tecnologia e performance diventano elementi attraverso cui il consumatore racconta sé stesso.
Millennials e Gen Z: i driver del cambiamento
In Italia i Millennials – circa 13 milioni di persone tra i 30 e i 45 anni – ordinano la spesa online e cercano performance senza compromessi. Non vogliono semplicemente “correggere un difetto visivo”, ma migliorare la propria esperienza quotidiana.
Accanto a loro, la Gen Z, nativa digitale, considera la tecnologia un’estensione naturale di sé. Per entrambi, personalizzazione e colore rappresentano leve decisive.
Il punto vendita come piattaforma di evoluzione
Ogni cliente che entra nel centro ottico porta con sé un’identità, uno stile, un modo di vivere la tecnologia. Ognuno è un potenziale utilizzatore di AI Glasses. Il compito del professionista non è solo proporre un prodotto, ma accompagnare il cliente in un cambiamento: interpretare bisogni, valorizzare l’identità, trasformare la luce in esperienza. Perché più che di una nuova categoria, stiamo parlando di un nuovo paradigma. E chi saprà leggerlo per tempo potrà posizionarsi come punto di riferimento nella prossima fase evolutiva dell’eyewear.
Dopo Roma, il brand farà tappa a Napoli il 2 marzo per poi chiudere a Milano il 16 marzo. “Con questo roadshow vogliamo consolidare un dialogo sempre più stretto con i nostri partner ottici e avvicinarli ulteriormente al brand, offrendo loro l’opportunità di toccare con mano l’essenza Transitions® Color Touch™. È una proposta capace di intercettare il gusto di un pubblico sempre più giovane, alla ricerca di soluzioni innovative a 360 gradi, sia per stile sia per performance”, ha concluso Alessandra Barzaghi.





