L’indipendenza di Giovanni

Intervista a Giovanni Pierdomenico

In oltre quarant’anni di carriera, Giovanni Pierdomenico ha attraversato vendita, produzione e progettazione.

Dai primi anni Ottanta a oggi, il percorso professionale di Giovanni Pierdomenico racconta l’evoluzione dell’ottica italiana: dall’optometria ancora poco diffusa agli esordi, all’arrivo delle grandi firme che hanno trasformato l’occhiale in accessorio di stile, fino alla rivoluzione delle lenti a contatto usa e getta. Un cammino costruito attraverso esperienze in diverse realtà italiane, approdato trent’anni fa a Vicenza, dove nel 2025 ha fondato Vistá Optometria, insieme a Carlotta De Carlo. Più che un semplice negozio, Vistá è uno spazio culturale che unisce visione, design ed etica, con una selezione attenta di brand indipendenti e una chiara idea di lusso: qualità autentica, ricerca e bellezza, oltre il logo. Tra i progetti in sviluppo, una collezione proprietaria prevista per la fine del 2026 e una nuova apertura a Roma. In questa intervista, Giovanni Pierdomenico ci racconta la sua storia e la sua filosofia:

 

Virgolette sinistra

“Ho iniziato il mio percorso negli anni Ottanta, conseguendo il diploma di ottica e optometria. Ho avuto la fortuna di lavorare a Roma, la mia città d’origine, con Stefano Lauriola e il suo socio Paolo Balsamo, veri precursori dell’optometria in Italia, quando ancora questa professione era poco conosciuta. Con loro ho mosso i primi passi e ho lavorato per circa due anni: è stata un’esperienza fondamentale. Da loro ho imparato non solo la tecnica, ma soprattutto un modo di pensare questa professione come un percorso di continua evoluzione”.

Giovanni ha abbracciato una visione della professione ad ampio spettro, rimanendo sempre vigile verso i cambiamenti e assorbendoli in toto:

“Ho fatto diverse esperienze in varie città italiane e ognuna mi ha arricchito, permettendomi di conoscere molti aspetti della professione: dall’optometria alla contattologia, fino ad avvicinarmi al mondo del dei brand indipendenti. Negli anni Ottanta non si parlava ancora di design: l’occhiale era concepito soprattutto come una protesi. Con l’avvento delle grandi firme e dei brand, il concetto culturale è cambiato e l’occhiale è diventato sempre più un accessorio. Negli anni ho cercato di sviluppare, accanto alla parte optometrica, anche quella legata a moda e design, iniziando a pensare a una mia produzione”.

L’esperienza che più ha segnato la sua visione professionale è però quella più recente: l’apertura alla fine del 2025 a Vicenza del centro ottico Vistá Optometria.

Sicuramente l’esperienza che sto vivendo oggi, con la creazione di Vistá Optometria, è quella che rappresenta il frutto di tutti questi anni. È un progetto nato insieme a Carlotta De Carlo, professionista che proviene da una famiglia storicamente legata al settore. Abbiamo creato un concept che non è solo un negozio, ma un contenitore culturale: ospitiamo mostre d’arte, mostre fotografiche, eventi. L’idea è unire la dimensione culturale al mondo della visione. È un’esperienza che mi diverte ogni giorno e che mi dà grande soddisfazione”.

La creazione di uno spazio culturale oltre che commerciale è iniziata con il via dell’attività a novembre dello scorso anno:

“Abbiamo aperto da 5 mesi e abbiamo già ospitato una mostra di acquerelli con ottimo riscontro. Ora stiamo programmando mostre fotografiche ed eventi dedicati all’artigianalità dell’occhialeria: mostreremo dal vivo come si realizza un occhiale su misura, con un artigiano al lavoro in vetrina. Allo stesso tempo l’optometria rimane il cuore del progetto: è un’area a cui dedichiamo grande attenzione e struttura, perché crediamo che la competenza professionale debba restare il centro del nostro lavoro”.

L’incontro tra esperienze diverse nella costruzione di un’identità così definita come il nuovo centro ottico di Vicenza è fondamentale:

“Carlotta ed io avevamo già lavorato insieme tanti anni fa, maturando molta esperienza nel settore e imparando  anche dagli errori commessi. Oggi abbiamo trovato un equilibrio: condividiamo la stessa idea di lavoro e di qualità della vita professionale. Ognuno porta la propria professionalità, mettendo a frutto ciò che ha imparato negli anni. La condivisione delle nostre esperienze e la loro capitalizzazione è fondamentale per lo sviluppo del centro ottico”.

Alla base del progetto c’è la cultura del bello, dell’etico e dell’autentico:

“Per me la cultura del bello significa saper riconoscere un prodotto al di là della parola “lusso”, che va usata con cautela. Il lusso non è il logo: è bellezza, artigianalità, qualità intrinseca, qualcosa che non segue semplicemente le mode. Saper riconoscere questa bellezza permette di distinguersi”.

Il concept “bello è ben fatto” è trasmesso anche nel progetto architettonico del suo centro ottico:

“Abbiamo mantenuto l’anima originaria del luogo, con pavimenti di fine Ottocento in stile veneziano. Abbiamo inserito ferro grezzo, metallo, tonalità grigie. È uno spazio autentico, non lezioso, facile da vivere. Non è un ambiente che intimorisce: è un luogo in cui le persone entrano con naturalezza”.

In Vistá Optometria la selezione dei brand indipendenti è centrale ed è guidata da criteri molto precisi: artigianalità, originalità, provenienza e, soprattutto, etica, spiega Giovanni:

“La selezione è frutto dell’esperienza. Valutiamo l’estetica, i materiali, l’artigianalità, ma anche il concetto etico con cui un prodotto viene realizzato. Sono tre elementi fondamentali. La soddisfazione più grande è quando il cliente entra e non chiede un marchio preciso, ma si affida a noi: ‘Dammi qualcosa che mi stia bene’. In quel momento si fida del nostro gusto e della nostra filosofia”.

La selezione dei prodotti è il risultato di un lavoro costante e strutturato:

“È una ricerca continua: fiere internazionali, contatti diretti, relazioni costruite negli anni e anche ricerca online. Quando individuiamo un brand interessante, verifichiamo che sia coerente con la nostra identità”.

In un mercato spesso dominato dal logo, educare il cliente a una scelta più consapevole richiede tempo e visione:

“Non basta inserire qualche pezzo “strano” in negozio. Serve un percorso culturale. Con il tempo abbiamo affinato questa filosofia, costruendo un’offerta coerente per diverse tipologie di clientela. Oggi molti clienti si affidano a noi per scegliere ciò che valorizza il loro viso. Questa fiducia è la soddisfazione più grande”.

Il tema della personalizzazione è oggi centrale nel dibattito sul prodotto: una tendenza o una vera necessità?

“C’è una forte richiesta di personalizzazione. All’interno del nostro spazio sta diventando una priorità. Collaboriamo già con brand che offrono questa possibilità e stiamo sviluppando una nostra collezione che speriamo di presentare entro la fine del 2026. È un sogno che ho nel cassetto  da molti anni e che ora sta prendendo forma. Il target è un occhiale in acetato e fibra di cotone, fresato dal pieno. Saranno quattro o cinque modelli, declinati in diversi colori e con varie possibilità di fitting, in modo da costruire un prodotto quasi su misura. L’idea è presentarlo inizialmente in negozio e successivamente proporlo anche ad altri ottici selezionati”.

La sostenibilità è ormai una parola chiave nel dialogo con il cliente contemporaneo.

“Siamo molto sensibili ma l’etica non è solo un bollino da esporre perché è la filosofia che tocca tutti gli ambiti in cui operiamo: dalla scelta del prodotto al modo di relazionarsi con tutti gli stakeholder, all’atmosfera che si respira nel luogo di lavoro. E’ un concetto a 360° gradi”.

Giovanni Pierdomenico ha concepito un’idea di lusso che che si allontana dall’ostentazione per avvicinarsi alla bellezza autentica:

“Per me il lusso è saper riconoscere il valore, non mostrarlo. Non è legato al prezzo, ma alla qualità e alla bellezza autentica”.

Guardando al mercato, le trasformazioni degli ultimi decenni sono state profonde e strutturali e si sono riflesse fisiologicamente anche nella sua attività:

“L’arrivo delle prime firme negli anni Ottanta ha trasformato culturalmente l’occhiale, da protesi ad accessorio. Un altro cambiamento epocale è stato l’arrivo delle lenti a contatto usa e getta, che hanno democratizzato l’accesso alla contattologia. Infine, la crescita dei brand indipendenti: oggi l’offerta è enorme e richiede grande capacità di selezione. Personalmente, ho vissuto un lungo viaggio dentro un settore che, come dicevo, è cambiato moltissimo, ma che continua a offrire nuove prospettive. E forse è proprio questo che rende questo mestiere ancora così affascinante”.

Il futuro è ancora pieno di idee e progetti, tra cui un’apertura a Roma, città importante nel percorso di Giovanni:

“Roma è la mia città natale. Stiamo lavorando per aprire proprio vicino a dove sono cresciuto. È un ritorno alle origini con lo stesso concept: artigianalità, brand indipendenti e su misura a prezzi accessibili”.

La capitale rappresenta un punto di arrivo e non implica la replica del concept di Vistà Optometria in altre città:

“L’obiettivo è consolidare l’offerta e la qualità offerta nei due negozi: Vicenza è la città che mi accoglie da molti anni, e Roma, a cui sono profondamente legato”.

La visione di Giovanni è lungimirante e ha un messaggio preciso per coloro che hanno intenzione di abbracciare la professione seguendo i principi che lo hanno ispirato in questi anni:

“Vorrei trasmettere l’idea che esiste un mondo straordinario oltre i grandi loghi. Ci sono prodotti bellissimi, sconosciuti ai più, che meritano di essere raccontati. Quando un cliente entra e ti da carta bianca è la più grande conferma che sei sulla strada giusta”.

Concludiamo la nostra chiacchierata sempre proiettandoci nel futuro e soffermandoci sulle prospettive di Giovanni sul mercato indipendente:

“Il mercato crescerà ancora, ma sopravvivranno solo i brand con una forte identità e coerenza nel tempo. Copiare non basta. Serve un progetto chiaro, una visione e la capacità di portarla avanti con continuità”.

Virgolette destra

 

 

Paola Ferrario