Qualità visiva (aberrometria e sensibilità al contrasto) in portatori di lenti a contatto per ortocheratologia

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ABSTRACT

Introduzione e obiettivi
L’ortocheratologia (OK) è una tecnica di correzione temporanea e reversibile delle ametropie, che consiste nell’applicazione programmata di lenti a contatto (LaC) rigide a geometria inversa, principalmente a uso notturno. L’obiettivo di questo studio è stato quello di indagare sulle aberrazioni indotte da questa tecnica allo scopo di avvalorare quanto già precedentemente rilevato in diversi precedenti studi, determinando la qualità visiva prima e dopo tale approccio correttivo.

Metodi
Le variabili sono state valutate sia attraverso tecniche oggettive con la quantificazione delle aberrazioni, che soggettive attraverso la valutazione della sensibilità al contrasto in 25 pazienti con bassa miopia, in due condizioni sperimentali: prima dell’applicazione delle lenti (baseline) e dopo una settimana di porto (L1).

Risultati
I valori delle aberrazioni corneali ottenute per diametro pupillare di 4,00 [mm] e di 6,00 [mm], evidenziano differenze statisticamente significative tra la condizione baseline e dopo l’applicazione della lente (L1) nei valori di coma, aberrazione sferica, astigmatismo secondario e totalità delle aberrazioni di alto ordine (HOAs). Sebbene si sia potuta osservare una riduzione del valore medio della sensibilità al contrasto (SC) nelle basse frequenze spaziali (FS) in tutte le condizioni di luminanza e una diminuzione di SC in tutte le FS in condizione scotopica, tali differenze non sono mai risultate statisticamente significative. Tuttavia, è stata riscontrata una correlazione negativa significativa tra le aberrazioni oculari e la sensibilità al contrasto per un diametro pupillare di 4,00 [mm] in condizione fotopica, che incide soprattutto sulle basse frequenze. Allo stesso modo è stato possibile verificare una correlazione negativa significativa tra le aberrazioni oculari rilevate con un diametro pupillare di 6,00 [mm] e la SC in condizione scotopica, in riferimento sia alle alte che alle basse FS.

Conclusioni
Anche in questo lavoro è stato possibile valutare che l’aumento di AV ad alto contrasto secondario all’esito di un buon trattamento ortocheratologico, non è il solo effetto ottenuto. Alla notevole diminuzione delle aberrazioni di basso ordine si accompagna un aumento significativo delle aberrazioni di alto ordine. Tuttavia, nelle condizioni mantenute in questo studio, tale contributo aberrativo non pare influenzare in modo statisticamente significativo la sensibilità al contrasto.

Allegato:
Professional_qualita-visiva-aberrometria-e-sensibilita-al-contrasto-in-portatori-di-lenti-a-contatto-per-ortocheratologia_Platform_Optic_settembre_2015.pdf