Equilibri di stile

Guidata da profonda passione per il design degli occhiali e sempre alla ricerca di un approccio unico in grado di unire funzionalità ed estetica, Rebecca Schultze fa parte di quella nuova generazione di designer ‘da tenere d’occhio’.

Intervista a Rebecca Schultze, designer di Wolfgang Proksch

Dal 2026 la designer Rebecca Schultze fa parte del team di Wolfgang Proksch. Tra i suoi successi spicca il prestigioso Good Design Award, riconoscimento per una delle sue creazioni pi. innovative. Nel 2023 ha raggiunto un traguardo importante diventando Design Team Lead, guidando oggi la direzione creativa del team. La sua filosofia? Creare occhiali che non siano solo belli da vedere, ma capaci di instaurare un legame personale con chi li indossa. Guardando al futuro, il suo obiettivo è continuare a spingere i confini del design, sperimentando nuovi materiali e tecniche e lasciando un segno duraturo nel settore. Conosciamola attraverso le sue parole.

 

Ricordi il momento in cui hai capito che il design degli occhiali sarebbe stata la tua strada?

Non credo ci sia stato un momento preciso, è stato piuttosto un percorso. Anche mio padre è un designer e ha sempre avuto una grande passione per gli occhiali. Li collezionava e li trattava come tesori, e mi ha trasmesso il loro fascino. Durante i miei studi, ho sviluppato un profondo interesse per il rapporto tra un oggetto e la persona che lo indossa. Ho esplorato l’equilibrio tra vestibilità, funzionalità ed estetica. Proprio come i gioielli, gli occhiali creano un dialogo tra chi li indossa e l’oggetto, cos. come tra chi li indossa e il mondo esterno. Sono un accessorio, un’espressione dell’estetica personale. Un paio di occhiali, come i gioielli, comunicano qualcosa, ma hanno anche una funzione necessaria. Un prodotto che viene indossato ogni giorno dovrebbe adattarsi perfettamente alle esigenze di chi lo indossa, senza mai essere ridotto a un oggetto puramente funzionale. Considero gli occhiali come gioielli, come accessori che possono essere cambiati o regolati quotidianamente a seconda dell’umore o dell’abbigliamento.

 

Qual è stato il tuo percorso professionale?

Dopo avere conseguito la laurea a pieni voti in Belle Arti con specializzazione in Accessori, Prodotti e Design di Gioielli nel 2016 presso l’Università di Design di Pforzheim, nel 2014 ho fatto uno stage presso PMD, dove ha affinato le competenze nel design, nel disegno tecnico e nella visualizzazione 3D. Dal 2016 sono un membro chiave del team di design di Wolfgang Proksch. Uno dei momenti salienti della mia carriera è stato ricevere il prestigioso Good Design Award per una delle mie creazioni. Ho anche avuto l’opportunità di lavorare con marchi rinomati come BYWP, Selecta, Anderne e WP, svolgendo un ruolo essenziale nel lancio di BYWP SHE, la prima linea di occhiali da sole da donna del marchio. Dal 2020 ho assunto un ruolo di leadership, guidando lo sviluppo di immagini di grande impatto per espositori POP, custodie, supporti cartacei e stand espositivi, sempre garantendo l’allineamento con l’identità aziendale del marchio. Il culmine della mia carriera fino a ora . stata la mia promozione a Design Team Lead nel 2023, dove ora supervisiono la direzione creativa del nostro team.

 

Come definiresti la tua estetica e la tua identità di designer?

Come un equilibrio tra purezza, funzionalità ed espressività sottile. Sono attratto dalle linee pulite, dalle proporzioni studiate e dai materiali che parlano da soli. Il mio approccio al design si concentra sulla riduzione. Rimuovere tutto ciò che è superfluo valorizzando il carattere di ciò che rimane. Allo stesso tempo, cerco di creare pezzi che creino un legame emotivo con chi li indossa. Il mio lavoro . guidato dalla chiarezza e dalla precisione tecnica, ma anche da un senso di morbidezza e individualità. In definitiva, la mia identità di designer risiede nella creazione di oggetti che sembrano naturali, significativi e silenziosamente distintivi.

 

Quali valori o principi guidano il tuo lavoro?

Il mio lavoro è guidato da alcuni valori e principi fondamentali che influenzano ogni decisione che prendo come designer. La precisione e la chiarezza sono al centro del mio processo creativo. Credo che un buon design debba apparire naturale, ma essere costruito su una struttura ponderata e intelligente. L’onestà dei materiali è un altro principio importante per me. Voglio che ogni materiale esprima il suo vero carattere e progetto in modo da rispettare le sue qualità naturali, piuttosto che forzarlo in qualcosa che non è destinato ad essere. Anche la funzionalità gioca un ruolo centrale. Un design non deve solo essere bello, ma anche servire chi lo indossa in modo significativo e affidabile. Il comfort, la durata e l’uso intuitivo sono importanti tanto quanto l’estetica. Anche la sostenibilità è essenziale. Mi sforzo di prendere decisioni che riducano al minimo l’impatto ambientale, dalla scelta dei materiali ai metodi di produzione, assicurandomi che gli oggetti che creo non solo siano durevoli, ma anche realizzati in modo responsabile. Infine, il legame emotivo è molto importante per me. Il mio obiettivo è creare oggetti che sembrino personali, pezzi che accompagnino le persone nella loro vita quotidiana e riflettano sottilmente la loro individualità. Il mio lavoro è guidato dall’idea che il design debba migliorare la vita, non sopraffarla.

 

Come nasce un’idea astratta dal moodboard al prototipo?

Un’idea astratta di solito nasce da una sensazione, una forma o un impulso visivo che raccolgo su una moodboard, qualcosa che cattura l’essenza di ciò che voglio esplorare. Da lì, inizio a tradurre queste impressioni in schizzi, studiando le proporzioni, le linee e l’aspetto generale del pezzo. Una volta che il concetto mi sembra abbastanza solido, inizio a sperimentare con i materiali e le possibilità tecniche. Questa fase è molto iterativa: schizzi, modellazione, rielaborazione e perfezionamento. I modelli digitali spesso mi aiutano a comprendere la geometria e la funzionalità prima di passare agli esperimenti fisici. Il primo prototipo è il momento in cui l’idea diventa davvero tangibile. Tenendolo tra le mani, testandone l’equilibrio, il comfort e la presenza visiva, si capisce cosa funziona e cosa deve essere modificato. Così si entra in un ciclo di messa a punto, passando dal design all’ingegneria e viceversa, fino a quando il prototipo incarna pienamente l’idea originale in modo funzionale ed esteticamente coerente.

 

Cosa pensi che dovrebbero comunicare gli occhiali, oltre alla loro funzione?

Gli occhiali sono una forma di espressione personale e un linguaggio sottile tra chi li indossa e il mondo. Comunicano stile, personalità e sensibilità estetica, proprio come i gioielli o gli accessori di moda. Gli occhiali possono riflettere l’umore, l’atteggiamento e l’individualità, influenzando anche il modo in cui gli altri percepiscono chi li indossa. Sono un’estensione dell’identità. Un oggetto che può essere allo stesso tempo intimo e pubblico. Per me, gli occhiali dovrebbero bilanciare utilità ed espressività: dovrebbero soddisfare le esigenze pratiche di chi li indossa, ma anche raccontare una storia, aumentare la fiducia in se stessi e creare una connessione tra l’oggetto, chi lo indossa e l’ambiente circostante.

 

C’è un’emozione o una sensazione che cerchi sempre di trasmettere nelle tue collezioni?

Sì, senso di calma sicurezza ed eleganza riflessiva. Voglio che ogni pezzo sia intenzionale, preciso e allo stesso tempo naturale. Qualcosa su cui chi lo indossa possa fare affidamento ogni giorno, provando al contempo un sottile senso di espressione personale. C’è anche il desiderio di comunicare l’armonia tra forma e funzione. Voglio che i design siano equilibrati, sia visivamente che fisicamente, in modo da evocare una tranquilla soddisfazione e un senso di connessione con l’oggetto. In definitiva, l’emozione che spero di ispirare è quella di sicurezza, comfort e individualità.