Sotto la presidenza di Lorraine Berton, affiancata da una squadra consolidata e performante sia a livello associativo sia organizzativo, l’edizione 2026 di MIDO – in calendario dal 31 gennaio al 2 febbraio a Fieramilano Rho – è pronta a confermare la sua leadership come hub globale per l’occhialeria. Tra business, innovazione, creatività e internazionalizzazione, il salone offrirà eventi culturali, premi d’eccellenza e strumenti concreti per espositori e visitatori, confermandosi una piattaforma strategica anche per le PMI italiane e per far crescere il Made in Italy nel mondo. In questa intervista, la presidente, oltre a illustrare le novità della fiera milanese, delinea le politiche di ANFAO, l’Associazione Nazionale dei Fabbricanti di Articoli Ottici, per il futuro.
Quali sono le direttrici strategiche su cui state puntando per MIDO 2026?
Sono tre: rafforzare il business, valorizzare la creatività e potenziare la dimensione internazionale del salone. L’obiettivo è favorire l’ecosistema dell’occhialeria, essere luogo unico e irrinunciabile in cui l’intera filiera possa incontrarsi, generare nuove opportunità commerciali e condividere competenze, stimolando dialoghi e contaminazioni tra mercati diversi. Per gli espositori questo significa maggiore visibilità globale e strumenti concreti per connettersi con nuovi partner e consolidare rapporti esistenti. Per i visitatori, MIDO 2026 offrirà un accesso privilegiato a nuove collezioni, trend emergenti e innovazione di prodotto insieme alla possibilità di confrontarsi direttamente con i protagonisti del settore. La visione che guida queste direttrici è chiara: permettere a ogni partecipante di tornare a casa con idee nuove, contatti di valore e una prospettiva più ampia sul futuro dell’occhialeria.
Gli oltre 20 eventi del The Vision Stage coinvolgeranno personalità di cultura, spettacolo, sport e giornalismo. Qual è la logica dietro questa scelta e che tipo di messaggio volete trasmettere al settore?
Vogliamo offrire ai professionisti occasioni di approfondimento realmente utili alla loro attività. Si parlerà di analisi di mercato, comportamenti d’acquisto e scenari globali, tendenze e temi legati al settore medico e ottico, sostenibilità e responsabilità sociale. Desideriamo inoltre che gli incontri del The Vision Stage diventino momenti di cultura, ospitando personalità che, pur provenendo da ambiti apparentemente lontani dal nostro, possano portare nuove prospettive e arricchire la visione di tutti.
Come verrà potenziata l’esperienza espositiva per le aziende – soprattutto per le piccole e medie – in termini di visibilità e matching con buyer internazionali?
Cerchiamo costantemente di migliorare l’esperienza degli espositori e dei visitatori, potenziando gli strumenti che favoriscono la visibilità delle aziende e l’incontro con buyer internazionali. MIDO è infatti un ecosistema aperto, dove il networking non si concentra in un unico punto ma si sviluppa in ogni area del salone: dalle piazze agli stand, dalle lounge agli spazi condivisi. Questo modello diffuso facilita connessioni spontanee e continue, offrendo alle realtà più piccole l’opportunità di emergere e farsi conoscere. La presenza di espositori da circa 50 Paesi e di visitatori provenienti da oltre 160 mercati amplia in modo significativo le possibilità di matching qualificato. Le aziende hanno così l’occasione di dialogare direttamente con buyer selezionati, intercettare nuove opportunità commerciali e posizionarsi su scenari internazionali. In questo senso, MIDO si conferma un acceleratore naturale di visibilità e business, capace di offrire un accesso privilegiato a trend globali, mercati emergenti e relazioni di valore.
Il 2025 è stato caratterizzato anche dall’iniziativa “the lens of time”, la mostra ideata da ANFAO che avete inaugurato a Venezia la scorsa primavera. Porterete questo progetto a MIDO?
Dopo il successo della tappa veneziana, la mostra arriverà a MIDO con un allestimento scenografico nella piazza del Padiglione 6 pensato appositamente per il pubblico del salone. Dopo MIDO, la mostra proseguirà a Roma, presso Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’autunno 2026, con l’obiettivo di approdare successivamente anche all’estero. Stiamo lavorando a questo progetto insieme ad Agenzia ICE, con l’obiettivo di valorizzare ed esportare il Made in Italy, in una forma diversa ma estremamente efficace, verso i mercati nevralgici del nostro settore.
Avete realizzato una comunicazione completamente nuova per il 2026. In cosa si differenzia dalle campagne precedenti e quale immaginario volete costruire per il brand MIDO nel mondo?
Per il 2026 abbiamo scelto una comunicazione che si discosta dalle campagne precedenti per un tono più deciso e fortemente identitario. Il payoff “Global Eyewear. Gold Standard” sintetizza ciò che MIDO rappresenta oggi nel mondo: il punto di riferimento assoluto per qualità, innovazione e stile nel settore dell’occhialeria, l’equivalente della medaglia d’oro del comparto. Con questa narrativa abbiamo voluto costruire un immaginario che posizionasse MIDO come il luogo in cui si definiscono gli standard globali: una piattaforma dove nascono le tendenze, si creano connessioni strategiche e si anticipano i futuri scenari del mercato. È un messaggio che afferma la nostra ambizione e il nostro impegno: mantenere, e ogni anno alzare, il livello delle aspettative e dell’eccellenza che MIDO porta nel mondo.
MIDO e i premi: quali sono previsti per la prossima edizione?
Per la prossima edizione, MIDO conferma e rafforza i premi dedicati a valorizzare l’eccellenza del settore: il Best Store Award, che celebra i migliori centri ottici del mondo, premiandone creatività, qualità dell’esperienza e capacità di innovazione nelle categorie Design e Innovation; il CSE Award – Certified Sustainable Eyewear – che riconosce i produttori che si distinguono per pratiche sostenibili e per l’attenzione all’impatto ambientale dei propri prodotti. A completare il quadro, il nuovo CSE Corporate Award, che premia l’azienda espositrice più virtuosa in ambito ESG. Non perdete la cerimonia di premiazione che si terrà domenica 1 febbraio alle 12:30 nella piazza del Padiglione 1.
Quali segnali prevedere per il mercato italiano e quali indicatori state monitorando con maggiore attenzione?
Le indagini più recenti ci raccontano un comparto che, nonostante tutto, mantiene la sua solidità. L’export è l’indicatore che stiamo monitorando maggiormente e i dati ci dicono che c’è una sofferenza negli Stati Uniti, come prevedibile, ma che le esportazioni si stanno rafforzando in altri mercati. Innanzitutto, l’Europa, con buoni risultati in Francia e Spagna, e ottimi riscontri dall’Europa dell’Est. Sono segnali che ci dicono che la direzione è giusta: dobbiamo continuare a lavorare uniti, investendo su qualità, reputazione e sistema.
Quali elementi concreti rendono ancora oggi l’Italia il core produttivo dell’occhialeria mondiale?
Sicuramente grazie a elementi molto concreti: un patrimonio unico di competenze, una filiera altamente specializzata e una creatività riconosciuta a livello globale. La forza del nostro sistema si fonda sulla qualità dei materiali, sulla cura dei dettagli e su un know-how che unisce tradizione e capacità innovativa. A questo si aggiunge una sfida centrale per il settore: restare in equilibrio tra la fedeltà alla nostra identità e alle radici di un saper fare unico al mondo, e la necessità di confrontarci con mercati globali sempre più competitivi, esigenti e in continua evoluzione. È un equilibrio delicato, ma proprio lì si misura la solidità dell’occhialeria italiana: nella capacità di coniugare tradizione e innovazione, valori e visione, territorio e mondo. Per mantenere questa leadership, è essenziale continuare a investire nella formazione delle nuove generazioni, nella tecnologia, sia di prodotto che di processo, e in modelli produttivi sostenibili. Allo stesso tempo, occorre che le istituzioni italiane ed europee supportino le imprese con politiche industriali e commerciali adeguate, capaci di tutelare il Made in Italy e rafforzarne la competitività internazionale, fornendo strumenti concreti per sostenere produzione e promozione all’estero.
Come ANFAO può continuare a garantire equilibrio e tutela tra grandi gruppi e aziende indipendenti?
Continuando a operare come casa dell’intero settore, dove ogni impresa, a prescindere da dimensione e posizionamento, trova rappresentanza, ascolto e supporto. Il nostro ruolo è favorire un dialogo costante all’interno della filiera, così da individuare priorità condivise e costruire politiche che valorizzino tanto la forza dei grandi player quanto la ricchezza creativa e produttiva delle realtà indipendenti. Questo significa lavorare su più piani: promuovere regole chiare e trasparenti, sostenere l’accesso alle competenze e all’innovazione, agevolare la partecipazione delle PMI ai mercati internazionali e difendere, in sede istituzionale, gli interessi dell’intero comparto. L’obiettivo è mantenere un ecosistema competitivo, inclusivo e sostenibile, in cui ogni impresa possa crescere e contribuire allo sviluppo dell’occhialeria italiana. Solo valorizzando tutte le componenti del settore possiamo preservare la sua solidità, la sua identità e la sua capacità di innovare.
Quali nuove misure, economiche, formative o promozionali, sono previste per supportare la crescita delle PMI nel 2025/2026?
ANFAO è impegnata a realizzare e promuovere diverse iniziative concrete a sostegno delle imprese e di tutto il settore. I principali asset su cui lavoriamo sono quelli della sostenibilità, dell’innovazione, della formazione, dell’inclusione e naturalmente dell’internazionalizzazione. Tra le iniziative principali, programmi formativi gratuiti per le aziende, la Certificazione CSE – Certified Sustainable Eyewear, che vogliamo trasformare in uno standard riconosciuto a livello europeo, la prosecuzione del progetto “Walk the Talk” incentrato sull’attrazione dei giovani talenti e, infine, siamo al lavoro su un nuovo progetto che ha l’obiettivo di supportare le imprese nella digitalizzazione dei processi, nell’adozione dell’AI e nello sviluppo di nuovi modelli organizzativi e produttivi. Non posso svelare troppo perché il progetto sarà presentato nel dettaglio nei primi mesi del 2026. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, resta una delle priorità strategiche del nostro settore e di ANFAO: la chiave per competere, per espandere i mercati e consolidare la leadership dell’occhialeria italiana nel mondo. Su questo fronte abbiamo raggiunto un risultato importante: il potenziamento del piano dell’Agenzia ICE dedicato al nostro settore per il 2026, che ci consentirà di ampliare all’estero la promozione del Made in Italy, sostenendo le imprese italiane e aprendo nuove opportunità nei mercati emergenti. È un risultato che dà forza al sistema e che dimostra quanto sia efficace il gioco di squadra tra ANFAO, istituzioni e aziende. Tra le prime “missioni” che faremo all’estero in collaborazione con Agenzia ICE ci sono, al momento, Italian Eyewear Exhibition (IEE) Milano il 30 gennaio, con oltre 60 aziende italiane, IEE New York il 4 marzo e IEE Parigi il 25 settembre.
Che messaggio desidera indirizzare oggi alle aziende che stanno faticando ma continuano a credere nel Made in Italy?
Vorrei dire che il loro impegno è fondamentale: sono loro a custodire la qualità, l’identità e il valore autentico della nostra filiera. Continuare a investire nel proprio lavoro, nella creatività e nel saper fare italiano significa difendere un patrimonio che il mondo intero riconosce e apprezza. Proprio per questo rivolgo a loro, e a tutti i professionisti del settore, un invito a essere presenti a MIDO dal 31 gennaio al 2 febbraio a Fieramilano Rho: è il luogo dove si fa business, si costruiscono relazioni, si accendono opportunità e si ritrova slancio. Partecipare significa dare visibilità al proprio lavoro, incontrare partner internazionali, scoprire nuove energie e misurarsi con un sistema che può davvero fare la differenza. MIDO è, oggi più che mai, uno spazio in cui sapere di non essere soli: un punto di incontro per camminare insieme, con fiducia e con lo sguardo rivolto al futuro.
Ph. Marina Alessi



