New York nello sguardo

Oltre 100 anni di visione tra Lower East Side, heritage e design contemporaneo.

Intervista a Harvey Moscot (quarta generazione), CEO, e Zack Moscot (quinta generazione), Chief Design Officer

C’è un filo che lega il Lower East Side di New York alle montature che oggi sono diventate riconoscibili in tutto il mondo. È il filo di Moscot, marchio fondato nel 1915 da Hyman Moscot come piccolo business familiare e cresciuto nel tempo fino a diventare uno dei nomi più iconici dell’eyewear internazionale. Il brand è una narrazione che attraversa oltre un secolo di storia americana: l’immigrazione, la vita di quartiere, la cultura popolare e l’evoluzione del design newyorkese. Un’identità rimasta sorprendentemente coerente attraverso cinque generazioni della stessa famiglia, che ancora oggi guida l’azienda mantenendo saldo il legame con le origini. Nel cuore del Lower East Side, tra passato e presente, continua a sviluppare collezioni che partono dall’archivio storico ma si confrontano con il linguaggio contemporaneo della moda e del design. È proprio in questo equilibrio tra memoria e innovazione che il marchio ha costruito la sua identità globale, trasformando un heritage locale in un codice stilistico riconosciuto a livello internazionale. Abbiamo incontrato Harvey Moscot e suo figlio Zack, rispettivamente quarta e quinta generazione della famiglia.

 

Quanto è importante oggi preservare un patrimonio che risale al 1915 e come riuscite a mantenerlo vivo senza farlo sembrare nostalgico?
Harvey Moscot. Il patrimonio è qualcosa che non si può creare, è autentico. Continuiamo a portare avanti i valori del passato e ad applicarli nelle nostre aziende: trattare le persone con giustizia, accoglierle, essere grati per il loro contributo. È qualcosa che ho sempre visto mio padre esemplificare in tutte le nostre attività. Non sai dove stai andando finché non conosci il tuo passato. È una domanda molto interessante, perché spesso la storia può essere raccontata in modo nostalgico.
Zack Moscot. Non stiamo cercando di essere nostalgici. Utilizziamo la nostra storia, come ha detto Harvey, per dimostrare la nostra autenticità e la nostra esperienza. Ma il modo in cui ci presentiamo, parliamo ai clienti e progettiamo i prodotti rende il brand attuale e rilevante, non nostalgico. È quindi una combinazione: non ci concentriamo solo sul passato, ma anche sul presente e sul futuro.

 

Il Lower East Side di New York è parte integrante della vostra identità. In che modo questo quartiere continua a influenzare lo stile e l’atteggiamento del marchio oggi?
Z.M. Molto. Harvey insiste perché il nostro ufficio di design e marketing a New York rimanga nel Lower East Side, perché è una forte fonte di ispirazione creativa: energia, passione e diversità. Nel nostro ufficio abbiamo anche una stampa originale di Norman Rockwell, che mio padre aveva inserito in azienda all’epoca e che rappresenta le persone del Lower East Side: provenienti da culture, paesi e background diversi. È proprio questa diversità che ci ispira.
H.M. Devi trattare gli altri come vorresti essere trattato. È una virtù del passato che continuiamo a portare avanti nella nostra realtà ed è riflessa anche nel nostro servizio clienti. C’è sempre una connessione tra passato e presente in tutto ciò che facciamo.

 

Le montature Moscot sono immediatamente riconoscibili: forme classiche, dettagli distintivi, carattere deciso. Da dove parte oggi il processo creativo? È guidato maggiormente dall’archivio o dall’osservazione della vita contemporanea?
Z.M. È una buona domanda. Le persone percepiscono le nostre montature come classiche perché lo sono diventate nel tempo. Molti dei modelli sono rimasti in collezione per decenni, ma introduciamo sempre nuovi modelli. Il processo creativo, come dice Harvey, parte dal sapere da dove vieni per capire dove stai andando. Non puoi progettare qualcosa senza conoscere ciò che è venuto prima. Gran parte dell’ispirazione arriva infatti dall’archivio storico dell’occhialeria. Ad esempio, un nuovo modello della collezione estiva è ispirato a un occhiale indossato da Marty Supreme nel film. Ha nuove caratteristiche, materiali e costruzioni, ma mantiene sottili richiami al design originale.

 

Potete raccontarci la storia del modello Lemtosh e perché è diventato così iconico per Moscot?
H.M. È il nostro modello più famoso. È un design che esiste dagli anni ’40, un’epoca in cui le opzioni di montature erano molto limitate. Il Lemtosh è diventato popolare perché ha una forma particolare, tra il rotondo e lo squadrato. Il nome deriva da un soprannome di famiglia: quando un fratello chiamava l’altro, usavano proprio “Lemtosh”.

 

Vede Moscot principalmente come un brand di moda, di design o culturale, o qualcosa a metà tra queste definizioni?
H.M. Mi piace pensarlo come un brand di moda, ma anche qualcosa di più. Parliamo a un pubblico globale come brand fashion, ma vogliamo che ogni store abbia un’identità locale. Allo stesso tempo, siamo profondamente legati all’esperienza ottica: la mia famiglia è composta da ottici e vogliamo che le persone nei nostri negozi siano seguite e guidate nella scelta della montatura più adatta al loro stile di vita. L’esperienza è quindi un elemento fondamentale di tutto ciò che facciamo.

 

Come avete sviluppato la vostra presenza sul mercato italiano?
H.M. Abbiamo collaborato con i migliori ottici indipendenti in tutta Italia. Nel 2015 abbiamo costruito la nostra struttura distributiva europea, creando un ufficio con un team italiano. Oggi contiamo circa 40 persone. L’obiettivo è garantire il miglior servizio possibile ai nostri clienti e agli ottici indipendenti: disponibilità immediata dei prodotti, stock sempre aggiornato e un servizio efficiente.
Z.M. Selezioniamo partner che condividano la nostra storia e i nostri valori. Vogliamo crescere insieme a loro, come una famiglia. In Italia collaboriamo con circa 250 ottici indipendenti selezionati, scelti per qualità, reputazione e capacità di rappresentare il brand.

 

In foto da sinistra: Zack Moscot e Harvey Moscot