Dall’eredità di una realtà storica della provincia di Vicenza nasce Vision House, progetto contemporaneo guidato da Nicole Sasso e Greta Negrisolo, giovani imprenditrici e oggi titolari dell’attività.
Vision House è l’evoluzione di Ottica Pantano, realtà che per oltre cinquant’anni è stata un punto di riferimento nel territorio vicentino. A guidarla oggi sono Nicole Sasso e Greta Negrisolo, due sorelle che hanno scelto di raccogliere e trasformare questa tradizione in una visione nuova dell’ottica. Il progetto mira a dare vita a un’esperienza visiva non solo tecnica, ma anche sensoriale, personale e profondamente umana. Un luogo in cui ogni occhiale nasce da un’idea, da un’esigenza reale o da un dettaglio che colpisce, e prende forma attraverso un processo che unisce disegno, manifattura artigianale e lavorazioni altamente specializzate. Accanto alla dimensione creativa e artigianale portata avanti da Nicole, che progetta personalmente la maggior parte delle montature e collabora con piccoli artigiani del Cadore per la produzione, si affianca la competenza clinica e optometrica di Greta, dottoressa in Optometria presso l’Università di Padova. È lei a seguire i controlli visivi, le applicazioni di lenti a contatto, i percorsi di ortocheratologia e rieducazione visiva, con un’attenzione costante al benessere visivo del paziente. Le origini del nome raccontano già la filosofia del progetto, spiegano le sorelle:

“Il nome esisteva già: lo aveva introdotto nostro papà, che aveva uno studio suo e aveva incentrato tutto il lavoro su questo concetto. A noi è piaciuto molto perché rappresenta qualcosa che, secondo noi, fa davvero la differenza, così abbiamo deciso di portarlo avanti reinterpretandolo a modo nostro”.
Il filo che unisce passato e presente, sottolineano, è soprattutto valoriale. Un’eredità familiare fatta di lavoro artigianale e passione:
“Papà si era concentrato soprattutto sulla parte professionale e sulle problematiche legate alla visione. Noi abbiamo invece ampliato il significato, inserendo anche la dimensione del prodotto e del design: un’idea che parte dall’emozione e unisce cuore e vista, fino ad arrivare a un oggetto finito, reale, che si può toccare con mano, tanto da coniare lo slogan ‘vicino agli occhi vicino al cuore’”.
Ambedue pur essendo cresciute nel contesto dell’ottica, sono arrivate al settore percorrendo percorsi diversi, in linea con le loro personalità:
Greta Negrisolo. “Per me è stato naturale fin da piccola, anche se mio papà avrebbe preferito che facessi altro, come spesso accade. Io invece sono sempre stata molto convinta di quello che volevo fare da grande. A differenza di molti coetanei, avevo le idee abbastanza chiare: volevo seguire le sue orme. Lui mi ha consigliato una scuola che mi potesse offrire più sbocchi, ma io ho seguito la mia strada e mi sono diplomata in Ottica. Successivamente ho proseguito gli studi e, due anni fa, mi sono laureata in Optometria a Padova, completando così il mio percorso. Oggi continuo a frequentare corsi di formazione per approfondire alcuni ambiti della professione”.
Nicole Sasso. “Io ho seguito un percorso completamente diverso, venendo da un liceo delle scienze umane con indirizzo economico-sociale. Però, in realtà, siamo entrambe cresciute immerse nel mondo dell’ottica. Dopo il liceo non riuscivo a trovare un percorso universitario che mi appassionasse davvero. Poi, quell’estate, mio padre mi chiese di disegnare un nuovo logo per il negozio e da lì ho scoperto una mia attitudine per il disegno. È stato il punto di svolta che mi ha spinta a svilupparla sempre di più. Oggi continuo a disegnare occhiali, sperimentando forme sempre più particolari e cercando di spingermi oltre i confini del classico”.
I due percorsi si sono dimostrati complementari e hanno permesso alle due sorelle di attuare una gestione ottimale.
N.S. “Abbiamo la fortuna di essere specializzate in ambiti diversi ma che si incastrano perfettamente. Ciò coincide con la nostra idea iniziale, quindi ci sentiamo molto fortunate!”.
Raccontando le origini del progetto e il passaggio generazionale che ha portato alla nascita di Vision House, le due professioniste spiegano come una realtà familiare consolidata sia diventata un concept innovativo e contemporaneo:
G.N. “Come accennavamo, è una realtà che nasce cinquant’anni fa da nostro zio, poi è stata tramandata a nostro padre e da circa un anno l’abbiamo presa in gestione noi. Abbiamo scelto di portarla avanti senza stravolgerne le radici, mantenendo il concetto di Vision House come ‘casa della visione’. Per noi non entra semplicemente un cliente, ma una persona con un’esigenza visiva che diventa l’inizio di una storia. Questa storia viene poi tradotta in un occhiale disegnato e studiato da mia sorella, e successivamente personalizzato e realizzato su misura”.
Le fa eco la sorella Nicole:
“Sicuramente tutto nasce dall’amore e dalla passione per questo lavoro che, come accennava mia sorella, è iniziato con nostro zio. Anche nostro padre, fin da giovanissimo, ha cominciato mettendoci letteralmente le mani, in modo artigianale. Da lui abbiamo ereditato una grande passione e un profondo rispetto per questo mondo: per i materiali, per la lavorazione e per tutta la conoscenza che si cela dietro ogni dettaglio”.
La trasformazione del punto vendita in uno spazio esperienziale è uno degli elementi distintivi del progetto. Un approccio che unisce tecnica e relazione umana:
G.N. “Il cliente entra con un’esigenza, che può essere specifica o meno. Noi lo accompagniamo in un percorso che parte da un controllo optometrico tecnico e prosegue con la scelta estetica dell’occhiale”.
Il progetto del design delle montature è sviluppato direttamente da Nicole attraverso un processo creativo che trasforma l’occhiale in un oggetto narrativo, unico e identitario:
N.S. “Se emergono passioni o interessi particolari, costruiamo insieme un progetto personalizzato. Gli occhiali possono essere arricchiti con finiture, incisioni laser, nomi e dettagli”.
Un approccio che mira a rendere il cliente parte attiva del processo creativo:
N.S. “Anche l’astuccio diventa parte dell’esperienza: non è un elemento secondario, ma viene personalizzato con materiali di qualità e con riferimenti alla persona, come hobby, lavoro o colori preferiti”.
La personalizzazione risulta quindi un elemento differenziate:
G.N. “Come accennavo, ogni cliente entra con un’esigenza diversa, ma siamo noi a trasformarla in una storia. L’obiettivo è creare un oggetto unico, che lo rappresenti davvero e che sia esclusivo”.
N.S. “Oggi, secondo noi, ciò che fa davvero la differenza è il lato umano, che curiamo in ogni fase del percorso”.
Gli occhiali che creano sono realizzati in Cadore ed è la stessa Nicole a raccontarci come nasce il progetto, che rientra nei canoni del Made in Italy:
“Abbiamo tre modalità di produzione. La prima parte dal disegno a mano, carta e matita, che poi presento agli artigiani incaricati di realizzare pezzi in serie limitata: è circa il 75% della nostra produzione. Poi ci sono occhiali realizzati interamente a mano, come si faceva una volta… i pezzi unici e irripetibili. Infine ci sono occhiali realizzati in base a esigenze particolari o ispirazioni personali, che partono da un progetto inserito da mia sorella in un software collegato a una macchina CNC. Questo prodotto viene realizzato, poi rifinito e personalizzato con incisioni laser”.
La ricerca si estende anche alla sostenibilità e al riuso dei materiali:
N.S. “Stiamo cercando di ridurre anche gli sprechi dell’acetato: la parte interna della lastra viene recuperata e riutilizzata per creare portachiavi oppure orecchini, sempre in linea con il mondo e il design degli occhiali”.
Il progetto Vision House si sviluppa oggi soprattutto nella sede di Arzignano, mentre Montecchio resta un punto di riferimento complementare.
G.N. “Il concept è disponibile in tutti e due i centri ottici ma è più sviluppato nella sede principale di Arzignano. Anche a Montecchio realizziamo personalizzazioni, ma più semplici, come astucci o dettagli delle aste.”
Il valore aggiunto, secondo le due imprenditrici, è chiaro:
“Il lato umano è ciò che fa davvero la differenza. È proprio un percorso customizzato sulla persona… I clienti lo percepiscono e lo apprezzano molto, ed è la parte più gratificante del nostro lavoro”.
Sul fronte della comunicazione, il passaparola e l’esperienza diretta restano centrali:
N.S. “Non è semplice, ma la cosa fondamentale è trasmettere la passione e far capire cosa possiamo offrire. Cerchiamo di far vivere l’esperienza anche fisicamente al cliente”.
G.N. “Il nostro obiettivo futuro è creare una vera ‘casa della visione’, dove si possano scoprire tutti i passaggi del nostro lavoro”.
Accanto al design, resta centrale la componente optometrica, che rappresenta un pilastro del lavoro quotidiano:
G.N. “È fondamentale coniugare estetica e benessere visivo: le due cose vanno di pari passo. L’estetica deve sempre essere accompagnata dalla salute visiva”.
Le specializzazioni più richieste riguardano oggi lenti a contatto avanzate e percorsi di rieducazione visiva, sottolinea Greta:
“Ci occupiamo di applicazione di lenti a contatto, anche specialistiche, ortocheratologia e percorsi di rieducazione visiva, soprattutto per bambini ma anche per adulti”.
Il cliente di oggi è più consapevole rispetto al passato, sempre secondo Greta:
“Sì, ma spesso non dispone di tutte le informazioni necessarie. Per questo lo accompagniamo nella scelta e lo aiutiamo a capire la soluzione più adatta per lui”.
Nicole, invece, è molto attenta ai trend dell’occhiale:
“Si sta tornando a forme più sottili e retrò, come il doppio ponte, dopo anni caratterizzati da occhiali molto spessi e protagonisti”.
Sul fronte dei servizi, Greta sottolinea:
“In generale il mercato dell’optometria è ancora un po’ indietro, noi puntiamo molto sulla rieducazione visiva, sull’ortocheratologia e sul ricercare servizi sempre più accurati per migliorare il benessere visivo”.
Guardando al futuro, Vision House punta a diventare un vero atelier esperienziale:
N. S. “Vorremmo realizzare un atelier con laboratorio a vista, per permettere al cliente di vivere l’intero processo creativo ed emozionale”.
Sempre in merito al futuro, ambedue sono ottimiste sulla centralità dell’ottico indipendente:
“Avrà ancora molto spazio. Il futuro sarà sempre più orientato al prodotto unico e il servizio personalizzato”.
Infine, il senso più profondo del lavoro emerge nelle parole delle due imprenditrici, tra emozione e gratitudine:
G.N. “Sicuramente la soddisfazione più grande è vedere che ciò che facciamo rende felice il cliente, vederlo soddisfatto del progetto che ci ha affidato”.
Le fa eco Nicole:
“Anche una stretta di mano o un abbraccio valgono più di qualsiasi cosa”.

Paola Ferrario















