La lateralizzazione visiva nell’uomo e negli altri vertebrati

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A cura di SOPTI

ABSTRACT
La visione è un processo molto più complesso e affascinante di quanto si pensi. La lateralizzazione visiva ne è una dimostrazione: essa è un’asimmetria delle strutture e delle funzioni visive, derivata dallo sviluppo della lateralizzazione nei due emisferi cerebrali, che comporta una specializzazione differente nell’uso dei due occhi, dei campi visivi, dell’analisi visiva cerebrale. Essa è ampiamente diffusa nel regno animale (nel corteggiamento, nel monitoraggio di predatori, nella presa di oggetti e cibo…) e, con piacevole sorpresa, anche nell’uomo.
Si è notato che essa sembra essere sia una forma di adattamento all’ambiente, sia una “strategia stabile evolutivamente” tra gli individui che “collaborano”, i quali traggono vantaggio dal possedere lo stesso tipo di lateralizzazione.
Nell’uomo essa si manifesta sotto varie preferenze nella direzione di sguardo, nella relazione tra campo visivo e mano, tra i campi visivi e, interessante per la pratica optometrica, sotto forma di occhio dominante.
La visione, da milioni di anni, gioca un ruolo fondamentale nella sopravvivenza degli individui e si è evoluta in modo impressionante proprio per favorire impegni visivi sempre più diversificati e precisi…

Allegato:
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