Traguardo di rilievo

Intervista a Dunia Boni e Rita Peverati

Ottica Garagnani celebra un traguardo storico: cento anni  di attività, che ricorrono il 19 aprile. Una realtà profondamente radicata nel tessuto bolognese, che oggi vive una fase di continuità evolutiva sotto la guida di Dunia Boni e Rita Peverati, subentrate nella società nel 2023, al fianco di Andrea Garagnani, dopo un lungo percorso di crescita interna all’azienda.

La storia di Ottica Garagnani affonda le sue radici nel cuore di  Bologna, dove il 19 aprile 1926 Luigi Garagnani apre la prima sede in Via di Porta di Castello 5, a pochi passi dall’attuale ubicazione.  L’attività nasce come laboratorio artigianale specializzato, inizialmente denominato “Laboratorio ottico e di fabbricazione di vetri per orologio di forme speciali e vendita di prodotti ottici e fotografici”, espressione di una visione imprenditoriale già allora fortemente innovativa per il settore. Nel corso degli anni, l’azienda affronta anche le difficoltà del periodo bellico, durante il quale Luigi, affiancato dal figlio Ermanno, è costretto a trasferire temporaneamente il laboratorio in sedi provvisorie. Con il ritorno alla normalità nel 1945, l’attività riprende la propria sede originaria, dove rimane per oltre vent’anni, consolidando la propria presenza sul territorio. La crescita commerciale porta, nel 1969, al trasferimento in spazi più ampi e centrali in Via Montegrappa. Nel 1983 entra in azienda la terza generazione con Andrea Garagnani, che ne assume successivamente la guida, accompagnando l’evoluzione dell’attività attraverso un percorso di sviluppo continuo. Sotto la sua direzione si susseguono importanti tappe di espansione e rinnovamento: nel 2002 il raddoppio e la completa ristrutturazione del punto vendita storico, nel 2003 l’apertura di un secondo negozio in Via Mazzini e nel 2010 l’inaugurazione di una nuova sede in Via Santo Stefano. Il 2023 segna un passaggio significativo nella storia dell’azienda, con l’ingresso in società di Dunia Boni e Rita Peverati, già parte del team di Ottica Garagnani, a conferma di un percorso di crescita che unisce continuità e rinnovamento. Oggi l’attività si presenta come un centro ottico specializzato con tre punti vendita nel cuore di Bologna, fondato su un equilibrio costante tra tradizione artigianale e innovazione tecnologica, e su una forte attenzione alla qualità del servizio e alla soddisfazione del cliente. Al loro fianco c’è Andrea Garagnani, la terza generazione della famiglia. Le due imprenditrici descrivono l’assunzione della titolarità come un’evoluzione naturale di un percorso professionale già pienamente integrato nella realtà aziendale.

 

Virgolette sinistra

“È stato un cambiamento naturale”,

Giovanni ha abbracciato una visione della professione ad ampio spettro, rimanendo sempre vigile verso i cambiamenti e assorbendoli in toto:

“Ho fatto diverse esperienze in varie città italiane e ognuna mi ha arricchito, permettendomi di conoscere molti aspetti della professione: dall’optometria alla contattologia, fino ad avvicinarmi al mondo del dei brand indipendenti. Negli anni Ottanta non si parlava ancora di design: l’occhiale era concepito soprattutto come una protesi. Con l’avvento delle grandi firme e dei brand, il concetto culturale è cambiato e l’occhiale è diventato sempre più un accessorio. Negli anni ho cercato di sviluppare, accanto alla parte optometrica, anche quella legata a moda e design, iniziando a pensare a una mia produzione”.

spiega Rita Peverati.

“Entrambe lavoriamo all’interno di Ottica Garagnani da molti anni: io dal 2014 e la mia socia dal 1998. Questo significa che non si è trattato di un ingresso in una nuova realtà, ma di una progressiva crescita all’interno di un’organizzazione che conoscevamo in ogni sua dinamica operativa e relazionale. Nel corso degli anni abbiamo seguito l’evoluzione del punto vendita, la trasformazione del mercato e le esigenze della clientela, diventando parte attiva dei processi decisionali quotidiani. Quando si è presentata la possibilità di subentrare, il confronto con Andrea Garagnani è stato immediato e naturale”.

“La sua presenza, ancora oggi centrale come supporto gestionale e rappresentante della terza generazione, ha garantito un passaggio estremamente fluido. Per noi si è trattato di assumere una responsabilità già in parte maturata nel tempo, con l’obiettivo di dare continuità a una realtà storica fortemente radicata nel territorio”, sottolinea Dunia Boni.

Il passaggio da collaboratrici a titolari ha comportato un’evoluzione soprattutto sul piano delle responsabilità e della governance interna, senza tuttavia alterare la struttura operativa del punto vendita.

“Lo staff è rimasto invariato e questo è stato un elemento determinante per mantenere stabilità e continuità”, prosegue Dunia.

“Abbiamo scelto consapevolmente di non intervenire in modo traumatico sull’organizzazione interna, proprio per valorizzare le competenze già presenti. Questo ha permesso di preservare un clima di fiducia sia all’interno del team sia nei confronti della clientela. Molti clienti, infatti, non hanno percepito un cambiamento netto nella gestione, proprio grazie alla continuità delle figure professionali. Parallelamente, abbiamo avviato un percorso graduale di aggiornamento, che include formazione continua, introduzione di nuove metodologie di lavoro e un progressivo allineamento alle evoluzioni del settore ottico. Si tratta di un processo che richiede tempo, ma che riteniamo fondamentale per garantire competitività e qualità del servizio nel lungo periodo”.

La decisione di subentrare alla guida dell’attività si è sviluppata attraverso un percorso articolato, in cui elementi di continuità si sono intrecciati con una specifica fase di transizione aziendale.

“È stato un percorso complesso, che ha avuto sia una componente di lungo periodo sia un momento preciso di accelerazione”, spiega Rita.

“Tutto ha avuto origine quando i figli di Andrea Garagnani hanno scelto di non proseguire l’attività. In quel momento si è aperta una riflessione concreta sulla possibilità di garantire continuità al punto vendita, evitando soluzioni di discontinuità gestionale. Il confronto con Andrea è stato centrale: insieme abbiamo valutato diversi scenari, fino a individuare un modello che consentisse di preservare l’identità del negozio introducendo al tempo stesso una nuova fase gestionale”.

Il percorso di subentro, inizialmente previsto per il 2020, ha subito una significativa revisione a seguito della pandemia.

“Avremmo dovuto formalizzare il passaggio ad aprile 2020, ma l’emergenza sanitaria ha imposto un blocco generalizzato delle attività e una revisione delle priorità”, racconta la Peverati.

In quel contesto, Andrea ha ritenuto opportuno rinviare l’operazione, con l’obiettivo di tutelare la stabilità economica e organizzativa del punto vendita. È stata una scelta di grande responsabilità, che ha permesso di evitare pressioni in un momento estremamente delicato per tutto il settore retail.

“Per quanto ci riguarda, la volontà di proseguire non è mai venuta meno: il legame con l’attività era già consolidato da anni e il negozio rappresentava, e rappresenta tuttora, il nostro principale riferimento professionale. È la nostra ‘casa”.

Dal punto di vista gestionale, il modello attuale si fonda su un’impostazione fortemente orientata alla complementarità delle competenze e alla condivisione delle responsabilità.

“Il nostro punto di forza è la complementarità”, afferma la Boni.

“Abbiamo percorsi formativi, esperienze e attitudini differenti che nel tempo si sono integrate in modo naturale. Questa diversità rappresenta oggi un valore strategico, perché ci consente di affrontare la gestione del punto vendita da prospettive complementari, mantenendo sempre un confronto costante sulle decisioni operative e strategiche. La condivisione delle scelte è un elemento centrale del nostro metodo di lavoro”.

La struttura operativa riflette questa impostazione, con una chiara distribuzione delle aree di competenza. Da un lato la gestione del laboratorio e degli aspetti tecnici legati alla realizzazione e personalizzazione dell’occhiale, dall’altro la sala rifrazione e l’area dell’ipovisione.

“Per esempio, preferisco la sala refrazione e tutta la parte che riguarda l’ipovisione, anche perché, avendo Andrea – che è stato uno dei pionieri dell’ipovisione in Italia – da questo punto di vista ho avuto un’ottima scuola”, racconta Rita.

Le fa eco Dunia:

“Andrea ci aiuta ancora quando abbiamo dubbi o perplessità ed è sempre ben lieto di dare una mano, anche se ora sta iniziando a godersi un po’ di più la libertà data dal fatto di avere due persone che portano avanti il negozio. Sicuramente, anche per lui è stato un alleggerimento: prima era da solo e prendeva tutte le decisioni in autonomia, mentre adesso siamo in tre e tutto è più condiviso”. Le nostre competenze si completano in modo estremamente naturale”, concludono.

“Il laboratorio richiede precisione tecnica, conoscenza dei materiali e capacità di personalizzazione spinta del prodotto, mentre l’area dell’ipovisione e della consulenza visiva richiede un approccio altamente relazionale, basato sull’ascolto e sull’analisi delle esigenze specifiche del cliente. L’integrazione di questi due ambiti ci permette di offrire un servizio completo, che unisce componente tecnica e consulenziale. Questo equilibrio rappresenta oggi uno degli elementi distintivi della nostra realtà e contribuisce a rafforzare il posizionamento del punto vendita nel contesto del mercato ottico”, sottolinea Dunia.

Ma quanto incidono – e vengono percepite dal cliente – la personalizzazione e la qualità del montaggio?

“Tantissimo, soprattutto perché oggi si ricercano materiali sempre più performanti”, chiarisce Dunia.

“Anche il montaggio ha un valore fondamentale, così come l’aspetto estetico, che in determinate situazioni è molto importante. La miopia è sempre più diffusa, quindi creare un occhiale su misura, curando anche i centesimi di millimetro, aiuta moltissimo. Sono una persona a cui piace lavorare concretamente: toccare montature e lenti, osservare, giocare con gli spessori. Ho anche un figlio miope, quindi ho iniziato a studiare proprio su di lui: doveva essere tutto perfetto. Sono molto precisa, pignola, e anche il fatto di poter lasciare la montatura al cliente finché non arrivano le lenti, per poi procedere al montaggio, è un valore aggiunto che viene molto apprezzato”.

Il focus di Rita è invece l’ipovisione. Offrire una specializzazione verticale di questo tipo rappresenta un plus per un centro ottico:

“Secondo me è fondamentale. Specializzarsi e differenziarsi dagli altri centri ottici – che siano indipendenti, catene o grandi gruppi – è ciò che permette di essere riconosciuti e cercati. Riuscire a dare un aiuto concreto a una persona con problematiche importanti è qualcosa di estremamente gratificante. Oltre alla soddisfazione personale, c’è anche un forte impatto sul passaparola, che rimane centrale nel nostro lavoro, anche in un mondo sempre più digitale come quello del 2026. Con l’aumento dell’età media, stanno crescendo anche tutte le problematiche legate alla vista fragile e all’ipovisione: sono esigenze che abbiamo visto aumentare negli anni e che oggi sono sempre più richieste”, specifica Rita.

Questa specializzazione ha inevitabilmente delle ripercussioni sul posizionamento sul territorio.

“Siamo diventati un punto di riferimento sia per i clienti sia per gli oculisti. Siamo convenzionati con l’ASL e gestiamo anche pratiche legate al Nomenclatore tariffario, quindi il nostro ruolo è molto riconosciuto. Ma, oltre alla parte tecnica, è fondamentale anche la sensibilità: ascoltare le persone, capire le loro difficoltà e riuscire, anche quando sembra non esserci soluzione, a migliorare anche di poco la loro qualità di vita. Questo è impagabile”, prosegue Rita.

Sono diversi i vostri punti di forza che caratterizzano Ottica Garagnani secondo le titolari:

“Sicuramente l’ipovisione è uno dei principali. Ma non solo: abbiamo una persona specializzata in contattologia, molto competente, e collaboriamo con professionisti esterni, ad esempio per le protesi oculari. Ma il nostro vero punto di forza è il team: tutte le nostre collaboratrici. Siamo un gruppo interamente femminile e senza di loro saremmo perse. Ci seguono da anni, anche nei momenti di cambiamento, e sono sempre state eccezionali. Ci confrontiamo molto, anche fuori dal lavoro, e ci completiamo: dove non arriva una, arriva l’altra. L’aiuto reciproco è sempre stato fondamentale”.

La complementarietà sia professionale che umano è fondamentale, specificano entrambe:

“Il condividere tutto, anche a livello personale e quotidiano è una nostra caratteristica. Spesso una ha già vissuto una situazione che l’altra sta affrontando, e ci si aiuta continuamente. Ognuna ha il proprio ruolo, ma c’è sempre grande disponibilità a supportarsi a vicenda quando serve. Questo vale sia tra noi sia con il team: non potevamo davvero chiedere di meglio. Ci sentiamo molto fortunate. Nel corso degli anni abbiamo avuto anche colleghi uomini, molti dei quali fanno ancora parte della famiglia di Ottica Garagnani, ma tra noi donne si è creata un’armonia speciale: niente gelosie, solo collaborazione e complementarità”.

Dunia e Rita hanno ereditato una realtà storica ed è stato fondamentale introdurre nuovi elementi per proiettarla  nel 2026.

“Abbiamo puntato su prodotti all’avanguardia, ma anche più di nicchia. Ci piace il su misura, il prodotto unico, non standardizzato. Cerchiamo, analizziamo, ascoltiamo molto ciò che accade intorno a noi”, racconta Dunia.

“Abbiamo anche introdotto uno sguardo più contemporaneo sul mercato e sui clienti, che oggi sono molto attenti, ad esempio, ai temi ambientali. Per questo selezioniamo aziende con basso impatto ambientale e valorizziamo il made in Italy e le realtà locali, in cui il cliente può riconoscersi”, prosegue Rita.

Lo scouting dei prodotti è realizzato in maniera “tradizionale”

“MIDO è il nostro riferimento principale. Inoltre, facendo parte del consorzio ottico Green Vision, durante le convention ci vengono presentate nuove linee e proposte interessanti. Per noi è fondamentale anche il confronto con altri ottici: parlare, condividere esperienze e ascoltare è un grande valore aggiunto”, dichiarano le nostre ottiche.

Il rapporto con il cliente è cambiato negli anni:

“Oggi i clienti sono molto più informati. Arrivano spesso con idee già chiare, anche se poi si lasciano comunque guidare. Una volta si affidavano più facilmente. Noi abbiamo fatto una scelta precisa: esporre poche montature da vista, per poter guidare meglio il cliente verso la soluzione più adatta. Non è una questione di fiducia, ma di competenza: spesso il cliente non è consapevole del proprio reale bisogno. Oggi è più difficile orientarlo, perché è influenzato da social, amici o tendenze, ma quando si spiegano bene le motivazioni, è disposto ad ascoltare”, prosegue Rita.

I due negozi rappresentano un continuum sotto certi aspetti ma presentano alcune differenza.

“La gestione è unica, ma abbiamo differenziato l’offerta. Il negozio di Santo Stefano, più recente, ha una proposta più giovane, anche per la vicinanza alla zona universitaria. I due punti vendita sono molto vicini, quindi spesso i clienti visitano entrambi”, dichiara Dunia.

La storicità di Ottica Garagnani ha portato a una clientela consolidata, sottolinea Dunia:

“Vediamo crescere intere famiglie. Io lavoro qui da trent’anni e oggi i bambini di allora sono diventati adulti, alcuni con figli. È molto bello”.

Elemento imprescindibile nella loro quotidianità lavorativa è la fiducia per ambedue:

“È fondamentale. Abbiamo costruito un rapporto di grande onestà con i clienti: a volte diciamo anche dei “no” quando qualcosa non è adatto, e nel tempo questo viene riconosciuto e ripagato. La fiducia porta fidelizzazione”.

Interessante è la volontà di entrambe di impegnarsi a “creare valore”:

“Per noi è essenziale offrire un servizio che migliori davvero la qualità della vita. L’occhiale non è solo un dispositivo medico, ma parte del volto, qualcosa che si indossa ogni giorno.Vedere un cliente soddisfatto è la soddisfazione più grande”.

Fare impresa al femminile oggi è difficile e abbiamo voluto concludere la nostra intervista chiedendo loro un consiglio per tutte coloro che vogliono entrare nel  mondo dell’ottica:

“Ci piacerebbe vedere più donne in questo ruolo, perché sono ancora poche. Il consiglio è avere coraggio, anche un po’ di incoscienza, e buttarsi”, racconta Dunia.

“Noi siamo molto contente della scelta fatta. Ci sono momenti difficili, certo, ma sono pochi. Tornando indietro, rifaremmo tutto!”, conclude Rita.

 

 

Virgolette destra

 

 

Paola Ferrario