Il design come ricerca della forma

Dall’intuizione alla precisione del dettaglio: Sven Götti, designer e creatore del marchio Götti, racconta il suo approccio alla progettazione dell’occhiale, tra libertà creativa, ricerca sui materiali e attenzione al volto di chi lo indossa.

Intervista a Sven Götti, designer e creatore di Götti

Per Sven Götti, progettare un occhiale significa partire da un’intuizione e accompagnarla attraverso un processo di ricerca fatto di forma, proporzioni, materiali e dettagli. Un approccio maturato fin dai primi anni di studi come ottico e sviluppato nel tempo attraverso una visione progettuale personale, in cui creatività e rigore tecnico procedono insieme. Dalla stampa 3D alla ricerca cromatica, ogni elemento concorre a definire un oggetto che deve essere contemporaneo, ma anche naturale e piacevole da indossare. In questa intervista, Gotti racconta il suo metodo, le fonti da cui nascono le idee e quella continua ricerca di equilibrio che rende riconoscibile il suo linguaggio creativo.

 

Come è iniziato il suo rapporto con il design dell’occhiale? C’è stato un momento preciso in cui ha capito che sarebbe diventato il suo linguaggio progettuale?
Il mio primo giorno di formazione come ottico, desideravo già creare una mia collezione. Anni dopo, ho disegnato i primi occhiali per il nostro negozio di Lucerna. Qualcosa di molto personale ha trovato gradualmente la sua strada nel mondo.

 

Il suo lavoro sembra trovare un equilibrio tra rigore progettuale e libertà creativa. Come riesce a bilanciare questi due aspetti?
Lascio che un’idea abbia lo spazio necessario per svilupparsi, poi ci lavoro fino a quando ogni dettaglio mi sembra perfetto. Il nostro team ci offre la libertà di sperimentare e l’esperienza necessaria per trasformare un’idea interessante in un occhiale bello e piacevole da indossare.

 

Qual è la prima cosa che osserva o immagina quando inizia a sviluppare una nuova collezione?
Spesso è semplicemente qualcosa che cattura la mia attenzione: un volto visto in aeroporto, una proporzione, una possibilità tecnica. Seguo quella curiosità. L’idea deve coinvolgermi personalmente prima che desideri svilupparla ulteriormente.

 

Quanto è importante per lei la ricerca della forma e fino a che punto è il materiale stesso a suggerirla?
Forma e materiale si sviluppano insieme. Con la stampa 3D, per esempio, possiamo definire ogni curva e ogni bordo arrotondato direttamente nel progetto. Questa libertà è affascinante, ma ci rende anche responsabili di ogni piccola scelta.

 

Quando una forma può essere veramente definita “Götti”? Esiste un elemento, un dettaglio o un principio progettuale che rende il suo lavoro immediatamente riconoscibile?
Per me è chiarezza con carattere. Le proporzioni e la costruzione devono risultare naturalmente armoniche tra loro. Anche un occhiale tecnicamente complesso dovrebbe avere una certa naturalezza. Arrivare a questo punto può richiedere moltissimo lavoro.

 

Il colore ha spesso un ruolo di primo piano nei suoi progetti. Come arriva alla scelta di un colore? Fa parte dell’idea iniziale o entra in gioco in una fase successiva?
Vedo il colore come parte integrante del progetto nel suo insieme, strettamente legato alla forma e alla superficie. Una variazione anche sottile nella tonalità può dare a un occhiale un carattere completamente diverso. Dedichiamo molta attenzione al colore e alle finiture: meritano la stessa cura riservata alla forma.

 

Che cosa ha imparato progettando occhiali che non avrebbe potuto imparare lavorando su altri oggetti di design?
Lavorare così a stretto contatto con il volto insegna quanto possa essere importante anche un cambiamento minimo. Una frazione di millimetro può modificare l’espressione del viso o il comfort. La mia formazione come ottico mantiene la persona che indossa l’occhiale al centro del mio modo di progettare.

 

Che cosa rende un paio di occhiali contemporaneo? È una questione di forma, tecnologia, materiali o filosofia progettuale?
Tutto nasce dalla curiosità e dalla volontà di mettere in discussione il modo in cui le cose vengono realizzate. La tecnologia diventa interessante quando migliora l’occhiale. Voglio che i nostri occhiali siano attuali, ma che continuino a dare piacere a chi li indossa anche dopo molti anni.

 

Come immagina il suo lavoro di designer nei prossimi anni? Qual è la ricerca che sente di non aver ancora portato a termine?
Vorrei dedicare ancora più tempo allo sviluppo di montature e soluzioni tecniche insieme al mio team. C’è ancora moltissimo da esplorare nella costruzione, nelle forme e nei materiali. Anche dopo tutti questi anni, un piccolo dettaglio ben risolto può ancora rendermi felice.